Recensione di Gianluca MerlinFormazione curiosa e molto interessante quella dei vicentino – veronesi Groove Yard, tutta rivolta al vintage sound e, curiosamente ma non troppo, dedita solo a brani strumentali. Il primo disco di questa band è un gradevole impasto di Hammond sound, Jazz, soul e attitudine mod alla Brian Auger (padrino della band in quanto ha dato il nome al gruppo) con riferimenti alla spy music. Ed è proprio alla spy music che i Groove Yard concentrano il tema del disco, una serie di canzoni che raccontano in maniera sonora alcune situazioni di protagonisti di film, prevalentemente sixities e seventies. La prima, Porsche 356, racconta le sensazioni di una persona che si trova la volante di questa lussuosa macchina. Sarete presi dal groove subito, dato che il quartetto si intende a meraviglia e regala passaggi davvero emozionanti e coinvolgenti. Ci trova anche un po’ di Deep Purple prima maniera direi. “45 Giri “ è il singolo di lancio, un travolgente groove dove i ritmi sono serrati e si ha la sensazione di cavalcare le onde con una tavola da surf, oppure di trovarsi in un club dove un ospite viene alle mani con un dj, come è nelle intenzioni sonore dei Groove Yard. Come ospite speciale Luca Donini al sax, che partecipa qua e là nei brani e non dimentichiamo Giuliano Perin, presente nel brano “Cenere” (e in altri brani) con il suo vibrafono che ricorda molto le situazioni di lounge music degli anni ’60, immaginando alcune persone sedute in uno di quei club da riccastri con un vodka martini nelle mani e i gioielli bene in vista, magari tra di loro ci trovate Aristotele Onassis o qualche imprenditore della Milano bene. I Groove Yard qui sottolineano con un accompagnamento jazzy tutto il brano, suonando quasi sottovoce quasi fossero la band presente nel club. Visto che si parla di anni ’60 ci hanno voluto infilare una cover quasi irriconoscibile di “Drive my car” tutta rigorosamente strumentale con l’organo del navigato Luca Chieppe a farla di padrone e Luca Donini al sax a fare gli assoli assieme al chitarrista Amos De Lorenzi ; suoni mutuati dai Booker T. & The Mg’s, una delle influenze più importanti nel loro sound. “Vuoto d’aria” è il tipico brano da 007, immaginando il combattimento in aria di due personaggi lanciatisi da un aereo con uno dei due che ha la peggio: se mai qualche produttore di film di 007 sta leggendo non ci starebbe male in uno dei prossimi film. Chiude questo cd di breve durata “Abissi”, uno strumentale da “Laguna blu”: un tappeto sonoro che vuole descrivere il placido nuotare dei cetacei, con tanto di richiami sonori tra di loro. Verrete trasportati in questo mare di blu da un groovy jazz molto improvvisato e ancora una volta sottovoce in cui sensazioni, colori e suoni si intrecciano in maniera quasi lisergica. Un premio al coraggio di proporre questa musica fuori dal tempo ma sempre affascinante che conquisterà le giovani generazioni affamate di vintage sound ma speriamo anche i curiosi che non hanno mai sentito questo genere.
2. 45 Giri 3. Cenere 4. Casinò 5. Drive My Car 6. Abissi 7. Vuoto d'Aria
Durata: 36:00
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