N.I.M.B. + DEADSTAR

 

Il Blocco,  8 dicembre  2007

Rieccoli di nuovo in azione al Blocco i N.I.M.B. , consolidati e affidabili come un carro armato Sherman che si appresta a conquistare la vittoria. Questa volta ad aprire il loro concerto un quartetto veronese di ragazzi che si chiama Deadstar e devo fare i complimenti a questi ragazzi che si sono comportati molto bene e hanno offerto un ottimo set, composto da numerose cover di Muse, Foo Fighters e Franz Ferdinand che hanno eseguito con una bella carica e un’intesa sul palco meravigliosa, vestiti tutti uguali com’erano con camicia nera e cravatta gialla. Uno dei chitarristi ha dovuto cambiare la chitarra perché da tanta foga ed energia ha spaccato una corda e ha dovuto metter giù la sua Les Paul ed imbracciare la sua Stratocaster. Bravi inoltre ad intrattenere il pubblico e a far risaltare la perfezione con cui hanno eseguito i loro brani, spesso superiori agli originali in virtù di una carica live mai esagerata ma efficace che ha colpito il sottoscritto. Bravi ancora e la speranza un giorno di conoscerli, magari al più presto, su myspace e magari vederli all’opera con pezzi propri di ispirazione alternative. Alle 23:30 si chiude il set dei Deadstar e al loro posto salgono i N.I.M.B., pensando già a cosa combineranno sul palco. Alex come al solito mi aveva accolto come suo fare abbracciandomi e così tutti gli altri membri che mi hanno salutato con grande festa, anche perché di recente c’e scappato un articolo su di loro su Sabato Affari, le cui copie cartacee finiranno come cimelio nella sala prove o in versione fotocopia in qualche quadretto appeso nelle pareti, come mi ha rivelato Ivano “I.C. Blues”.

 

Alex mi mostra il suo microfono, che ha agghindato con una stoffa tipo dalmata con brandelli di pelliccia finta;  - il solito matto – ho pensato, ma non si può metter freno ad un carattere così esilarante ed esplosivo. Un in bocca al lupo ai ragazzi e i cinque cavalieri rock si sistemano sul palco mentre Alex indossa il suo cappotto modello “Renato dei Kings” o se preferite modello “Gianfranco Zigoni” indossando i suoi improbabili occhialoni anni ’70. Si aprono le danze con “Tempo perso”, uno dei brani composti dai N.I.M.B. e ormai presenza fissa nei loro concerti per poi andare in territorio blues – country con “Proud Mary” eseguita molto fedele alla originale versione dei Creedence, con Alex che imbocca una armonica come Mick Jagger ed inizia pian piano a riscaldarsi, con Ivano e Cristian che si dirigono verso i famosi cubi posti a lato del palco. Per l’occasione Cristian sfoggia una nuova Stratocaster color azzurrino che diviene parte del suo ricco fronte a 6 corde, non male direi. La tensione non è aumentata ancora e incredibilmente i N.I.M.B. sembrano trattenersi dallo strafare: non male però questo set blues che include anche “Little Wing” di Jimi Hendrix tra le altre, con Alex sempre all’armonica. Nel frattempo lo spazio all’interno del Blocco è diventato angusto; il numero di persone che circonda il palco è diventato talmente numeroso che sono costretto ad alzarmi per vedere e addirittura a dirigermi verso il muro per avere una visione del palo e scattare qualche foto in più. Poi ad un certo punto Alex rompe gli indugi: - Cosa ne dite di un po’ di Led Zeppelin? – Il pubblico risponde positivamente e senza por tempo mezzo i N.I.M.B. attaccano “Living Loving Maid”, un brano che mi stupisce perché è la prima volta che lo ascolto realizzato da una band e manco a dirlo mi piace.

 Ormai il gruppo ha rotto gli indugi, Cristian e Ivano si scambiano convenevoli a non finire mentre Luca, il bassista, sempre compito e bravo, sfoggia un Fender Jazzbass non male esibendo una tecnica che è migliorata nel tempo. “Capitan Mike” Allegrini alla batteria, dal canto suo, con il suo proverbiale aplomb e sempre di buon umore si limita a suonare con la sua carica e precisione mentre lì davanti succede di tutto. Passano a “Rock and roll” e la famigerata pelliccia – cappotto è già andata, dato che come dice Alex al pubblico  - Fa un caldo bestale questo coso -  e resta in t-shirt. È poi la volta del momento sorpresa, con il nuovo brano che la band ha appena finito di realizzare: si chiama “Nothing in my back” ed è un altro tormentone con lo stigma del successo. Devo dire che il ritornello è un po’ somigliante a “Glycerine Queen” di Suzi Quatro ma questo la dice lunga sull’influenza che l’hard rock anni ’70 ha avuto su questi ragazzi. Ritornano ai Creedence con “Pagan Baby” e poi si gettano nel terzo pezzo originale, quella “ belzebù” che ormai è un anthem che tutti i loro fan hanno imparato a memoria. Ho pensato:  - adesso è finita, Alex fino ad adesso ha fatto riscaldamento e da adesso in poi si scatena - .

 

 

 

Non l’avessi mai detto, Alex canta e si dimena come se si contorcesse nelle fiamme dell’inferno (nel frattempo ha indossato di nuovo la pelliccia con assieme un boa di struzzo che stava per strozzarlo), strisciando sugli scalini e scomparendo dalla mia vista per un po’, buttandosi a capofitto in mezzo alla folla e salendo sui soliti tavoli fino ad arrivare fino al bancone in fondo, con gli sparuti avventori che non sanno che pensare se non esserne divertiti. Irrefrenabile Alex, che si getta sotto le gambe di Ivano e con lui ingaggia un duello pazzesco che un Alex divertito ricambia con un bacio di amicizia ed un abbraccio fraterno. Poi il rullo compressore N.I.M.B. preme a tavoletta l’acceleratore e se possibile sfonda la tavoletta: l’infuocato set vede infilare le cover di Ac/Dc, Guns’n’Roses e altri con il solito Alex che sforza le sue tonsille esplosive fino ad arrivare a acuti pazzeschi e più di uno spettatore si chiede dove la trovi quella voce tonante (se ne sono andati nel frattempo sia il cappotto che la maglietta) .La gente è nel delirio collettivo e i N.I.M.B. si concedono persino un solo per ogni componente del gruppo per poi riprendere più sfrenati che mai . Il pubblico chiede anche un paio di bis, che il gruppo soddisfa per poi ringraziare e congedare con la buona notte. È l’ una e trenta, e i N.I.M.B. finiscono il loro devastante set che viene acclamato da molti . Mi congedo dai ragazzi e li ringrazio per una grande serata. Come al solito i N.I.M.B. si dimostrano una delle live band più preparate e travolgenti della scena veronese.

 
A cura di  Gianluca  Merlin